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    Gada Marshall Medical Center South. Highway 22, ; closed in May ,p. HealthSouth Rehabilitation Hospital of Gadsden. Gigetta — Si. Nellina — E che ne facesti?! Gigetta — Avevo ceduto alla violenza feroce di un vile Quando la bambina mi nacque, io era una piccola belva, senza amore, senza coscienza.. Tu fosti capace di questo delitto che è il più iniquo dei delitti? Poi chinando la fronte , con ribrezzo e raccapriccio, stentatamente balbetta Nellina — accigliata, cupa , truce, ma placata Dinanzi ai miei occhi, ella rivive in te.

    Scendendo in ginocchio Calpestami, schiacciami, maledicimi Fammi tutto quello che mi faresti se tu sentissi di essere lei! Che dici?! Alzati subito! Ti pare possibile che io voglia maledirti? Ti pare possibile che io voglia giudicarti?!. Gigetta — Non basta, non basta! La tua indulgenza è un dono generoso che tu mi fai, e io me lo prendo con devozione Ma non ho ancora ottenuto lo scopo per il quale volli avere la forza di vivere Un silenzio.

    Nellina — [sedendole accanto, le si curva all'orecchio amorosamente Che altro vorresti che io ti dicessi? Queste perle che hai al collo Questo ricco mantello Nellina — [Si drizza con lentezza e, cautamente , alle spalle di lei, si toglie il fdo di perle e il mantello e fa scivolare l'uno e ialtro sopra una sedia.

    Indi si turba per la nudità audace del seno. Gigetta —[chiamandola ad un tratto , paurosamente: Nellina! Nellina — [avanzandosi Che hai, Gigetta?! Gigetta — Non senti? Nellina — [per rassicurarla Un rumore di passi Qualche voce Saranno le persone di casa. Gigetta — [misteriosamente Lo sai che casa è questa? Nellina — E che temi? Gigetta — Di là Nellina — Ma tu non devi temerne. Gigetta — [con gli occhi straordinariamente aperti e fissi Ha le mani tremanti, che offrono.

    Ha le labbra livide, che chiedono Ti cerca, Nellina! Ti scorge Ti vuole Giunge alla porta di scala Nellina — [ha un sussulto.

    Gigetta — Hai visto che ti ho difesa? Nellina — [come convinta Ho visto. E ritorneranno gli altri che sono come lui Gigetta — irritandosi Tu?!

    Nellina — Si, io piango, io piango! Per la prima volta piango, perchè con te mi addoloro, con te mi pento, con te, oramai, non desidero e non cerco che un poco di riposo. Gigetta — [in una suprema emozione di giubilo che esaurisce le sue forze Io lo trovo, finalmente!

    Adagiami sul letto Nellina — [la sorregge fino al letto e ve l'adagia de- licatamente. Poi apre la finestra.

    I primi riverberi dell'alba invadono la stanzetta. È la nostra festa, è la nostra festa, e diremo ancora tante cose belle! Vieni qua, vieni qua. Nellina — smorza il lume , raccoglie il mantello, e si accinge a stenderlo sul corpo di Gigetta. Gigetta — No, non coprirmi con questo mantello! Nellina — si accosta al capezzale, s' inginocchia, posa una guancia sui cuscini, sicché la sua testa sfiora quella di Gigetta.

    G [letta — i'f volta tutta dal lato dovè Nellina e, con soave intimità, le susurra: Hai più avuto notizie Nellina — Notizie di Giacomo?! Gigetta — Io si, perchè Nellina — Era lontano? Gigetta — Non troppo lontano. Nellina — Era Gigetta — Tutto solo, in una casetta di campagna Nellina — Ti ricevette male?

    La voce di Gigetta si va spegnendo. Nellina ha la bocca chiusa che quasi combacia con la bocca di Gigetta e ne respira l'alito. Nellina — E poi? Gigetta — Poi.. Nellina — subito Che disse? Gigetta — Le sue prime parole Mi disse Il languore vince la su i voce ; ma il suo pensiero continua a parlare.

    Si odono appena, in un ritmo piano, i singulti di Nellina. Il sipario cade lentamente. Roberto Bracco. Sont-ils même polis? Elles ne sentent pas le prix que je leur rends, par mes différences hargneuses. Et cependant, ailleurs, il y a de grands curieux- Ailleurs.

    Pourquoi ne lui jette- t-on que des croûtes? Je ne demande pas à voir naître un Censeur de la critique ; son métier serait trop facile. Le mariage est un crime, car il lèse deux êtres de partout. Le meilleur des amours ne console personne; ceci posé, rien ne peut plus nous décevoir.

    Tutto ha con sè dalla piuma al cadavere, dal frusto di pane al giojello. Le siepi di gerani vivono ancora; slabrano tra le frappe, colle boccuccie rosse, confortano di porpora serena, insistenza alla vita. Ma vive, se chiede dimentico pane pel ventre sacro ed ignobile? Un tesoro. La prossima fonte è scomparsa. Hanno paura di vivere. Son cenci insanguinati, membra spezzate e commiste tra la pietra e le incastra ; materia che vi si agglutina di belletta, di carne e cervella.

    La carogna fetente già appesta ed avvelena. Passa la notte. Turbinano voli intorno di corvi, e gracchiano dentro la nebbia, su Tacque immonde, sopra ai roghi mal spenti: chiamanosi al pasto in mezzo ai carnai, contendono ai cani vaganti lacerti e putride anatomie.

    Come in sua rocca forte convita la Morte sorella; accorre e ne inchioda le porte a chi bussa. Sta, sacro e tragico orgoglio!

    Io ti canto a rinascere come la primavera; canto le giovani schiatte tornate al suolo delli avi ; 10 ripolisce e lo fabrica. Canto i nuovi palazzi rizzati, i porti accomandati, 11 faro che segna allo stretto le vie, le messi e le raccolte, pacifiche, georgiche, — 37 — POESIA i casolari, le malinconie care dei vespri che calano silenziosi ai coltivi, violacei ad imbrunir di tra li ulivi.

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    Che balza il Peana e declama; che intona la fanfara, al clangor delle trombe, Il lucido avvenir riaffermato. Noi, che abbiamo già vinto, vinceremo di nuovo ; a noi tutto è dovere, non piangere, operare. Operiam S'-lla Terra, sul ferro che sprizza al martello scintille, sulla pietra scheggiata allo scarpello, operiam sulla Patria. Ed il sangue versato? Fluttuan sulle acropoli gonfaloni scarlatti ; chi accorge sulla porpora macchie di sangue umano?

    Gian Pietro Luci ni. Federico De Maria. Tutto fugge come a un gran fosco mare. Le case impallidiscono di spasimi su le montagne, mostrano i mille occhi da le palpebre chiuse.

    I lampi sono rosei come i filari efimeri de le gambe a le ballerine in passo di finale. Le folgori son come bisce verdi o violette. Spesso han vene di sangue a capo, a coda. I monti attigui sono i lontani.

    Eccoli dispariti. Una dolomia, sola, il chiaro picco mantiene alto, in un canto de la nerezza, teso. Piovon tutte le acque, a gocce, a schegge, a frecce, a micce arse di fuoco. Scattano torsi e ventri si ripiegano: coppe sanguigne in nudità di latte. Strani tintinni orchestra a scrosci il sangue, passano fasce rosse sopra agli occhi e sembra a un tratto, o sogno, che trabocchi tutta la vita dalla vulva esangue. Cantano le campane anche al mattino perdute nella giovinezza eterna.

    Tracanna ancora, livido, e sghignazza. Giuoca la fame. Ride, ebete, ignaro. E, cieco, a un tratto, trema, e si recide la mano, che non ha più rame, e ride mentre irritato dalla luce pazza la getta nel piattello del denaro! Un prete passa. Gesù Cristo ha in braccio. Una campana dondola maldestra. Gli occhi schizzan dalle orbite sanguigne, e vedon sotto a me livide, ingorde, le case accoccolarsi in loro frotte; mentre le stelle arrazzano rossigne, e la Morte che sa, falcia le corde e mi sprofonda nel cuor della notte.

    Enrico Cavacchioli. Per F. Pierrots sdrucciolevoli, ansiamo come dynamo. Oh gnomi dalle ispide barbe gialle vi opprimeremo di un rupestre sogno millenario. Tempiario distruttore che aizza le polpute cavalle in foja, contro la Noja. Ed ecco il Distruttore si avanza con la ganza incestuosa, amante briosa del boja adulterino. Ubero Altomare. Hélène Vacaresco. Un marin chante quelque part la Tarentelle Tends-moi les bras, petite esclave dont les yeux rieurs ont contenu ma vie!

    Et tu danses sur le profil du ciel bleu On aurait dit enfin quelque sente mystérieuse, le chemin des destinées qui prennent envol dans la lumière, la route vers les terres promises, vers les chimères irréalisées comme notre Amour!

    Nous ne verrons plus ces lueurs éteintes, ni ces paradis introuvables Mais nos mains! Ce brasier sombre où le vent meurt sans un frisson! Où refraîchir mon front? Ivre-mort le soleil a coulé dans mon sang. Cécile Périn. Tu ne saurais frémir sous leur baiser! Philéas Lebesgue. Nè odoroso cosi nè cosi fresco mai, come il fior del tuo nome regale, alla stagion sua grande, il madrigale sulla bocca fiori di re Francesco. Tu sola la mia posterità, sola tu sei. Ave, o piena di grazia, ave Maria ; o madre, che mi dici unica il cuore muto, il cuor muto della madre mia.

    No, del sognar mio vano io non vergogno ; anzi, la man che i riccioli ti sfiocca seminare a te vuol fra ciocca e ciocca, per il tuo pane, i chicchi aurei del sogno. Nicola Marchese. Io vegga, per virtù del crin tuo sauro, al trionfo anelar quattro destrieri, frondeggiar nel romano oro il mio lauro.

    Addio feconde, trionfanti aurore, Fresche fontane, imbalsamati cespi, Stormir di selve, mormorar di venti Ed inni di viventi! Umana gloria, vasta orma di Dio, A te per sempre addio! La tiepida vita Per sempre, per sempre è fuggita. Pallido a mezza notte dal cielo senza vento Discese un raggio di cinerea luna In fondo al vitreo mare, E apparve un mondo spento.

    Or negli abissi giace Nè più mai si dissonna. Alfredo Baccelli. Iddio cercate in ogni volto umano. In ogni umana lagrima tergete pianto divino! Il grido di dolore ha superato tutte le terre, le montagne, i mari. Chi non accorse al grido? Chi, tra gli umani? N on si rallenti il vincolo sublime! Guido Menasci. Doch war der Mutter es nicht gegeben mit gelassnem Antlitz in Schmerz und Demut jenen Schlag zu tragen, zumai ihr Herz von solcher Quai verwundet in Stücke bradi - dass sie dran sterben musste.

    Und allsogleich erschien - ihr guter Dàmon und schheller noch denn einer Mutter 1 letzter Gedanke nahm er die gelinde Seele mit sich herauf und brachte sie von hinnen und tauchte sie des ôftern in den Lethe. Doch in den Kern der dunklen Erde stürzte der Sohn, in einen Abgrund, unterirdisch : um so viel tief herab als hoch die Slerne des Himmels über seinem Grabe schienen.

    Im Finstern ward er von dem Uebermasse des Wassers umgeworfen, das inmitten von einem unbegrenzten Abgrund gurgelt und wâhrend sich der Erdball weiter fortschwingt da drinnen flutet und die starken Wànde bestürmt und mit Gewaltsamkeit zurückschlâgt.

    Und unaufhôrlich ward des Glaukos Seele vom dunklen Wasser bald auf glatte Klippen herauigeschleudert bald herabgerissen. Und keine Sonne, blos ein dumpfes Drohnen, gedankenlos, und der Verlauf undendlich! Als eine Woge sich mit einem Seufzer in einen Spalt ergoss, und er kopfüber in das Geschâum hinunterglitt von einem verdeckt und nâchtig reissenden Gefàlle.

    Und ein verdecktes allgemeines Weinen verhallte dort,, ein Weinen nach dem Tode, ach, so vergeblich, dass an ail den Trânen nur noch die nackten Regenwürmer schlürften!

    Und Acheron, der Strom des dunklen Schmerzes, liess ihn im Sumpfe seiner Mündung nieder, wo sich in Flut und Ebbe die vom Tode geprüften Seelen aufzuhalten pflegen, die dermaleinst zum Leben wiederkehren wenn sich nach ihnen das Geschick erkundigt. Gestorben bin ich nun auch und mehr noch als gestorben! Ich weiss, ich schlug dich; doch du kannst nicht wissen mit welcher Wucht das Wasser auf das rauhe Gestein des Abgrunds mich im Dunklen schleudre, zutiefst!

    O dass ich nie geboren ware! Vergib mir, Mutter, lass mich zu dir steigen, und as genügt dein Wille, dass ich steige! Ich will artig sein, für immer artig! Vergib mir also, Mutter, ich sinke fort, beeile dich Dich hat der Tod verândert! Doch die zu Hâupten heiter sass der Erde, allwo mehr Licht, mehr Schône wohnt, mehr Gottheit, sie lehnte lieblich die gekrânkte Wange auf ihre flache Hand und liess vom Meere der blauen Luft sich wiegen, von dem leisen, dort oben leisesten Geràusch der Erde.

    Als sie mit einmal die gekrânkte Wange von ihrer Hand erhob und um sich schaute, bestürzt. So trinke! Du trankest nicht genügend! Bringe mich hin zu ihm. Und eine Woge schleuderte dort unten mit einem Seufzer Glaukos ins Getalle des schwarzen Stromes reissend unterirdisch, da, wo verdeckt ein allgemeines Weinen im Sumpf erscholl, ein Weinen nach dem Tode.

    Ich Hess dich weinen, Mutter, kleine Mutter, ich liess dich sterben, ich, dein Sohn, dich sterben! Er Leids zu tun, sie Leid zu tragen. Benno Geiger, trad. O, heart, be strong; Keep bright thy love, keep sweet thy song And thou shalt live, and thou shalt be Bright as the stars of eternity. Lascia addietro la nube. Vincenzo Coronado Gilberto Beccari, trad. E al giaciglio del sol se ne volavano disperse, come il sogno mio, le foglie. Miguel de Unamuno Versione libera dallo spagnolo di Gilberto Beccari.

    Pour celui qui a été longtemps parqué dans la ville, il est doux de regarder le beau et franc visage du ciel, de soupirer une prière vers le plein sourire du bleu firmament.

    Léon Bocquet, trad. Impazzava il galoppo fino alla frenesia. E talor la Cavalcata battea la testa entro a pozze di sague. File su file, in grandi soprassalti rutilanti di serpi prodigiosi!

    Scavavano mille zoccoli il vóto, a sbalzi, e mille rivulse narici sprizzava:! Le cavalle sbandate, a dritta e a manca, gittavano di sella i cavalieri, drizzandosi grondanti, rivestite de le loro criniere di neve, quali fantasmi velati di bruma, al chiaro di luna! Elda Gianelli, trad.

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    Maintenant mes yeux sont secs. Je soupire encore Il ne fait plus gris dans mon âme. Je crois voir resplendir la joie. Le crépuscule prend la ville..

    Je ne soupire plus Des roses Il y a des océans de roses dans les gazons. Il y a des fleuves de roses dans les allées. Il y a des cascades de roses dans les massifs. Des papillons Il y a des nuages de papillons. Ils prennent l'espace ensoleillé. Il y a des tourbillons de parfums.

    Ce matin, la terre a tout engendré dans une joie exubérante. Le matin, la terre est une bacchante gigantesque! Une étoile apparut, petite, très lointaine Le serpent a du venin; mais le journaliste a de la bave. Le sanglier a des défenses ; mais la femme a de la pitié. La vierge folle a des amants; mais la vierge sage a des bien-aimés. Char lette Adrianne. La mia nemica é là. Mi diverto. Ma il sole, con uno sforzo ultimo fugherà quel gelo che mi protegge? Siete proprio stanche di sole?

    Furono tre notti estive che raccolsero le voci della foresta : e quei canti sorsero per la mia anima e contro la mia signoria. Mario Puccini. Ma tu, buona e gentile, o Madre mia, mi guardi col pensoso occhio profondo e un sorriso di gran malinconia ha il labbro, che fu sempre verecondo. Angelo Maria Tirabassi. Or quante o tristi Eroi Di nostre donne e figlie, semispente Giacquero immote pur davanti a noi? Vi sovvien ne la calda ora lucente La sorella violata in su la soglia Di vostra casa, al vespero tepente?

    Oh vi sovvenga Qui, tra '1 gialleggiamento de la foglia. Per la strozza con mille e mille lai Al gran combattitore il pianto monta : Spartaco piange, che non pianse mai. Or son diritti in lor forza commista Mirabilmente vigili i Titani De la vendetta Non vorrai tu ne la tua verde forza Di Roma dischiantar le navi adorne E protegger di noi la ruvida orza? Pur la Vendetta ha il suo combattitore!

    Ottorino Checchi. Quand ce fut le printemps, tous, lame émerveillée, Joyeux, allaient revoir la nature, éveillée. René Benézech. Nei Poemi Conviviali era un lontanissimo mondo che sorgeva con tutto l'occulto fremito di un mondo, quasi più che presente, avvenire. Oggi Milano inaugura una storia di nuova gloria.

    Enzo è una specie di Boezio che annunzia Garibaldi. In Lombardia e nell'Emilia, il suo braccio è sempre dato a sostegno della causa ghibellina. Buttato in un carcere, a Bologna, vi dura 26 anni non valendo a farlo libero nè le offerte, nè le preghiere, nè le minacce del padre imperiale, nè la pietà nè i mezzi posti in opera dagli amici suoi e della sua casa.

    Ora il nuovo cantore è Giovanni Pascoli colui che sarà sempre il più gentile dei poeti italiani. Giaceva la città di pietra. E il plaustio pa ve il gran carro di stelle che intorno a un punto sempre va nel cielo. Ma vennero altri plaustri, altre vaganti città trainate dai muggenti bovi, altri raminghi popoli. Misto era a scrosci, a voci, a urla, a rombi. Dalle tue macerie nascean. Giù sfiorian le rose. E quella sera il carro del convento, il santo carro di Pontida, attese.

    Reddiano stanchi i falciatori a vespro rossi di sangue e rosso era di sangue il carro, e i bovi, che muggian sommesso. Ma il canto andava, delle trombe, al cielo. Lucean le stelle ai morti. È la stella di una nuova Poesia. Ed il poeta sa gli accenti che infiammano i giovani come diane. E pieno il monte, è piena ormai la valle. Tanti elmi al sole! Tanti spade e lancie, bandiere al vento rosse azzurre e bianche!

    Giammai non vidi sforzo cosi grande. Quanti begli anni vanno via col sangue! Maravigliosa è la battaglia e forte. Per tutto il mondo tanto non si muore! Vanno cavalli, con le selle vuote, nel campo, in fuga, e scalciano alla morte.

    Lontan lontano, tutto il ciel si muta. Tempesta in terra, in alto mar fortuna. A mezzodi, come di notte, abbuia. Tuona con una cupa romba lunga. La terra trema, crollano le mura.

    Dice la gente: Secol si consuma. Maravigliosa è la battaglia, e forte. Per tutto il mondo tanto non si muore.

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    Parlare di Paul Adam e della sua arte è ormai inutile. Sappiamo tutti che egli è uno dei più grandi scrittori francesi viventi. Questo libro La morale de lamour è uno dei più benefici che si possano incontrare. E nessuna delle classi sociali è risparmiata. Gli esempi non mancano. E la prosa, squisitamente naturalista di Paul Adam, sa metterla in luce con suprema evidenza. Dunque, conclude Paul Adam, il matrimonio non vale nulla per le anime sentimentali.

    Esso non le accontenta. Le unioni appassionate avvizziscono al primo capello bianco. Pagano e ricevono. Fut-elle chérie selon ses espoirs? Elle ressuscite tout le poème des épousailles.

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    Le fils explique le secret du pète. Les deux vies éclosent une seconde fois. La scienza di addolorare le anime succede a quella di torturare i corpi. Altre pagine magnifiche sono scritte sul Divorzio al quale, naturalmente, il grande scrittore francese è favorevole. La nobiltà della franchezza : ecco la più bella forma di morale. E una metamorfosi che è un ingigantire.

    Libri, naturalmente, scritti per le anime forti, per le anime sole. I due ultimi capitoli del libro di Paul Adam parlano di templi della bellezza , di feste della bellezza. Il enseigne. Ghi scrive è una donna, una delle più acute e squisite e misteriose donne di Francia. Il libro non potrebbe essere più originale e profondo. L'insociale — La manie d aimer — Au- delà du pardon — Nus — Mère.

    Insomnia un libro di interesse estremo una battaglia eroica combattuta in cinque episodi dei quali taluno, quale Au delà du pardoti, N? Questo nel genere. Nous sommes devenus moins sobres. Paul Fort. Coucv-le-Chateau, Senlis, Saint Jean- aux Bois, Gonesse, Roisy-en - France, Jouy- en-Josas sono altrettanti luoghi che la poesia di Paul Fort disegna, colora, sviscera ed esalta con tutte le risorse della sua arte fatta di contemplazione e di commozione squisitamente disposate.

    La lune se lève sur les chaumes. O Marcelle! O Margot! Minuit sonne. Golette Willy. Questa scrittrice è venuta affermandosi una delle più originali e delle più potenti del nostro tempo. Direi che siano scritte con lo Champagne O mi pubblicate il romanzo come l'ho scritto, o litiro tutto — protesta Neera. I suoi personaggi sono della carne che soffre e che capisce. Andiamo a trovare noi stessi dentro queste pagine!

    Di questa pasta si fanno le gelose classiche della commedia e della tragedia umana. Alla larga! Ma Neera sa quello che ha scritto. La sua fu ed è sempre grande arte perchè è, in fondo, arte di simbolo. Si vive per amare, si ama per morire. Facciamoci alla scuola della pazienza se non vogliamo gettarci dal quinto piano. L'indomani è il tramonto, per tutti, uomini e donne, con la sua gioia, con la sua gloria color del sangue quieto. Prix du numéro: 6 frs. Marquina, S. Rueda, G. Marradi, R. Bracco, Capuana, E.

    Butti, F. Chiesa, G. Lip- parini, D. Tumiati, A. Baccelli, D. Angeli, V. Aganoor, Colautti, G. Lucini, F.

    De Maria, C. Govoni, Paolo Buzzi, E. Cavac- chioli, ecc. We intend to glorify the love of danger, the custom of energy, the strenght of daring. The essential elements of our poetry will be courage, audacity and revolt. Literature having up to now glorified thoughtful immobility, extasy and slumber, we wish to exalt the agressive movement, the feverish insomnia, running, the perilous leap, the cuff and the blow.

    We declare that the splendour of the world has been enriched with a new form of beauty, the beauty of speed. A race-automobile adorned whith great pipes like serpents with explosive breath We will sing the praises of man holding the fly-wheel of which the ideal steering-post traverses the earth impelled itself around the circuit of its own orbit.

    The poet must spend himself with warmth brilliancy and prodigality to augment the fervour of the primordial elements. There is no more beauty except in struggle. No master-piece without the stamp of agressi- veness.

    Poetry should be a violent assault against unknown forces to summon them to lie down at the feet of man. We are on the extreme promontory of ages! Why look back since we must break down the mysterious doors of Impossibility? Time and Space died yesterday. We already live in the Absolute for we have already created the omnipresent eternal speed. We will glorify war — the only true hygiene of the world — militarism, patriotism; the destructive gesture of anarchist, the beautiful Ideas which kill, and the scorn of woman.

    We will destroy museums, libraries and fight against moralismi, feminism and all utilitarian cowardice. We will sing the great masses agitated by work pleasure or revolt; we will sing the multicoloured and polyphonic surf of revolutions in modern capitals; the nocturnal vibration of arsenals and docks beneath their glaring electric moons; greedy stations devouring smoking serpents; factories hanging from the clouds by the threads of their smoke; bridges like giants gymnasts stepping over sunny rivers sparkling like diabolical cutlery; adventurous steamers scenting the horizon ; large breasted locomotives bridled with long tubes, and the slippery flight of aeroplanes whose propeller has flag-like flutterings and applauses of enthusiastic crowds.

    It is in Italy that we hurl this overthrowing and inflammatory declaration, with which to-day we found Futurism, for we will free Italy from her numberless museums which cover her with countless cemetries.

    Museums, cemetries! Identical truly, in the sinister promiscousness of so many objects unknown to each other. Public dormitories, where one is for ever slumbering beside hated or unknown beings.

    Reciprocal ferocity of painters and sculptors murdering each other with blows of form and colour in the same museum. That a yearly visit be paid there as one visits the grave of dead relatives, once a year! We are ready to grant it! But to take for a daily walk through the museums our spleen, lack of courage and morbid restlessness, we will not grant it! Why will you poison yourselves?

    Why will you decay? To admire an old picture is to pour our sentiment into a funeral urn instead of hurling it forth in violent gushes of action and productiveness. Will you thus consume your best strenght in this useless admiration of the past from which you will forcibly come out exhausted, lessened and trampled? In truth, this daily frequenting of museums, libraries and academies those grave-yards of vain efforts, those mount calvaries of crucified dreams, those registers of broken-down springs!

    For the dying, invalids and prisoners, let it pass. Perhaps the admirable past acts as a salve on their wounds, as the future is debarred them for ever But we will have none of it, we the young, the strong, the living futurists!

    Therefore welcome the kindly incendiarists with the carbon fingers! Here they are! Away and set fire to the book-shelves! Turn the canals and flood the vaults of museums!

    Let the glorious old pictures float adrift! Seize pick-axe and hammer 1 Sap the foundations of the venerable towns! The oldest amongst us are thirty; we have thus at least ten years in which to accomplish our task. When we are forty, let others younger and more daring men throw us into the waste-paper basket like useless manuscripts! They will come against us from far away, from every where, leaping on the cadence of their first poems, clawing the air with crooked fingers and scenting at the academy gates the good smell of our decaying minds already promised to the catacombs of libraries.

    But we shall not be there. They will mutiny around us, panting with anguish and spite, exasperated one and all by our proud dauntless courage, they will rush to kill us, their hatred so much the stronger as their hearts whill be overwhelmed with love and admiration for us! And powerful and healthsome Injustice will then burst radiantly in their eyes.

    For art can only be violence, cruelty, and injustice. The oldest amongst us are thirty, yet we have already squandered treasures, treasures of strenght, love, daring and eager will, hastily, raving, without reckoning, never stopping, breathlessly. Look at us! We are not exhausted Our heart is not in the least weary! For it has been nourished on fire, hatred and speed! You are astonished? It is because you do not even remember living!

    Erect on the pinnacle of the world, we once more hurl forth our defiance to the stars. Your objections? I quite understand what our splendid and mendacious intelligence asserts. We are, it says, but the result and continuation of our ancestors. Be it so! What of that? But we will not listen! Beware of repeting such infamous words! Rather hold your head up! Erect on the pinnacle of the world we hurl forth once more our defiance to the stars! Ce sont là deux canalisations différentes du même instinct de courage, de puissance et d'énergie.

    Voilà ce que nous voulons. Claretie, Juliette Adam, C. Derennes, André Ibels, etc. Pourquoi cette manie contre les musées, les bibliothèques, le moralisme? Il ne faut rien détruire. Nous sommes la vérité en ce que nous affirmons. Nos sommes le doute en ce que nous nions. Paul Adam. Mais les anticipations, si géniales soient-elles, présentent toujours quelque chose de factice qui étonne davantage, mais qui agit moins.

    La seconde est pour les autres. Les créateurs ne font souvent que renouveler.

    Est-il besoin de vous rappeler la citrouille de Cendrillon qui valait bien les soixante-chevaux? Encore plus loin, on vit mieux encore. Veuillez agréer, Monsieur, mes bien distingués compliments. Comte Robert de Montesquiou. Donc le Futurisme existe ou existera. Francis Vielé-Griffin est encore, délibérément, le maître du Symbolisme. Je vous souhaite des élèves dignes de vous. Bien confraternellement Charles Derennes.

    Nous voyons par les exemples combien il est difficile à la France de se dégager des influences caduques. La jeunesse européenne actuelle est dévoyée. Ce ne sont point les traditionali- stes comme M.

    Barrés qui la peuvent guider ou secourir Je ne les crois point immédiates, ni imposables; elles se forment de mystérieuses et lentes agrégations Je ne crois pas aux préfaces de Cromwell. Ce seront des révolutions de raison. Je me suis revu, à vingt ans, quittant ma famille — riche alors, — et me jetant, avide de sensations, et de justice aussi, par exemple, dans le sein de la virginale et hautaine Anarchie.

    Ce fut je crois, la première manifestation du Futurisme, 67 i France. Ce poème, d'ailleurs, est dédié à Kropotkine et à Edison; ceci dit tout. Vivent les Vivants! Tuons les Morts! Vinci, le Tasse, Corneille, Dante, ne sont que des souvenirs.. Mais hélas A vous André Ibels. Il est beau, ardent et injuste comme la jeunesse quand elle répresente véritablement la force de la Vie.

    Notre époque soi-disant utilitaire aura renouvelé de fond en comble la matière de la poésie. Vous êtes trop loyal, trop révolutionnaire et trop poète pour cela! Ivanhoé Rambosson. Mais regardons au delà des temps actuels. Adelswârd de Fersen. Ceux de mon âge regarderont avec plaisir ou déplaisir moi, avec plaisir ceux de votre âge faire leur littérature.

    Et nous continuerons à faire la nôtre, non sans entrevoir des possibilités d'influences réciproques — comme toujours — et des aînés sur les cadets, et des cadets sur les aînés. Ce ne sont pas, toujours, les plus mauvais. Seules sont fécondes les époques littéraires où au lieu de se continuer chacun dans sa natale tradition ou sa conception les générations poivre et sel vivent en contact avec celles dont la moustache est encore duvet. Si les Bellini, Piero della Francesca, Uccella et Lippi étaient restés chacun selon sa ville, son âge et son génie propre, chacun hostilement fortifié dans sa tour, le XVI siècle ne se serait pas ouvert sur Mantegna, Ghirlandaio, Carpaccio et Signorelli.

    Soyez donc futuristes avec énergie et puissance, — tant que nous sommes encore, au moins présentistes. Mais, tous, renonçons à nous entre-tuer nous-mêmes. Bien cordialement Camille de Sainte-Croix. Bien à vous, Louis Payen. Mais, du reste, une seule chose importe: avoir du génie. Homère en était, et Corneille, et Mallarmé. Vous aussi, mon cher confrère, et moi, naturellement.

    Mais, le jour où je me complais à la Victoire de Samothrace ou aux immobiles voluptés de la contemplation, peu me chaut des théories contraires Théo Varlet. Agir, nous dira la beauté de la force.

    Les bibliothèques, les musées! Nos fossoyeurs auront bientôt quinze ans! Je suis du reste pour la bataille, la gifle, le coup de poing et la sélection à outrance. En attendant, vers vous, bien amical salut. Marie D augu et. On aime à lire de ces pages vibrantes qui réchauffent les activités endormies du XX me siècle! Mes sentiments distingués. Le défi est beau, lancé aux étoiles.

    Aimé Graff igne. Comment pouvez-vous, mon cher confrère assurer de votre admiration un écrivain de 72 ans, qui, du pa? Juliette Adam. Je reste toujours rêveuse, en art, devant les formules édictées, et je ne vois pas facilement une férule se dessiner entre les doigts de votre divine ravageuse. Jeanne Perdriez Vaissière.

    Bien cordialement. Pierre Loti. Et laissez-nous au moins Montaigne — dont je suis sûr — et Monna L,-. Son sourire, croyez-moi, fait partie du Futurisme. Cherchez-la donc, mon cher poète, dans les belles épopées frénétiques et tumultueuses.

    Bien affectueusement. Nei prossimi numeri pubblicheremo altre lettere di illustri scrittori, italiani e stranieri, scelte fra le numerosissime che ci sono pervenute. Marinetti, qui dirige à Milan la revue Poesia , a fondé une doctrine littéraire: le futurisme. Quand M. Autour de lui se tenaient des mages et de hauts dignitaires. Si le destin le veut, le cortège de masques deviendra une procession religieuse. Donc M. Marinetti nous explique comment est né le futu- risme.

    Le moment est venu de parcourir quelques kilomètres en automobile. Ils sont prêts à périr. Pour éviter deux cyclistes maladroits, M. Or, M. Nous voulons exalter la guerre et tenir en mépris la femme. Nous détruirons les musées et la morale. Marinetti propose aux fidèles.

    La gymnastique, la boxe, le football ont été en grand honneur parmi les écoliers. Il ne faut pas croire cependant que M. Il avait senti aussi, comme M. Marinetti et à ses amis.

    Il dissimulait pudiquement ses tortures morales et même sa douleur physique, — ce qui est plus difficile. Ce génie est si noble, si pur, que les hommes se tiennent loin de lui, respectueusement. Il a annoncé des vérités sublimes.

    Ce sont le morts qui pensent en nous et qui admirent. Nous vivons dans les décors de jadis. Nos ouvriers copient sans cesse les modèles qui sont précieusement conservés dans les musées.